Non decollano i servizi online delle Amministrazioni Locali: colpa degli scarsi investimenti?

L’allarme viene lanciato dal presidente dell’Assinform Ennio Lucarelli, che afferma chiaramente come la Pubblica Amministrazione Locale, ma anche quella Centrale, non riescono a fornire adeguati servizi online al cittadino.

I dati presentati da Assinform affermano come la spesa IT delle Pubbiche Amministrazioni segue un trend opposto a quello degli altri paesi europei, laddove all’estero gli investimenti in questo settore aumentano, da noi sono invece in netto calo: situazione che fa aumentare il “gap” del nostro Paese rispetto al resto dell’Europa.

I fondi erogati, che già sono pochi rispetto a paesi come Regno Unito o Francia, restano addirittura inutilizzati per la gran parte (il 55% della cifra complessiva) e ciò implica una qualità dei servizi non soddisfacente e poco efficiente, tale per cui gran parte della cittadinanza preferisce ancora i canali “tradizionali” per interfacciarsi con la PA.

Una situazione che non è solo relativa alle Amministrazioni Locali, troppo restie a percepire i cambiamenti tecnologici, ma anche alle Amministrazioni Centrali, che risentono alla stessa maniera di questa arretratezza, con il risultato che continuano gli sprechi, di tempo e denaro dovuti a sistemi ormai superati.

Le parole di Lucarelli ben descrivono la situazione:

Riteniamo che in una situazione di scarsità di risorse come l’attuale, sprechi, ritardi e inefficienze sull’innovazione siano da ridurre drasticamente. Il Paese per riprendere a crescere ha bisogno di servizi pubblici evoluti, che consentano a cittadini e imprese di risparmiare tempo, denaro e aprano a tutti nuove opportunità. Per questo è necessario che la Pa locale compia un deciso salto di qualità e lo può fare mettendo a frutto le risorse disponibili, allineando programmi e obiettivi, controllando i risultati.

Una soluzione che potrebbe essere trovata nel dare alla Pubblica Amministrazione quel ruolo da “traino” dell’intero settore, che faccia da stimolo per le aziende impegnate nell’offerta dei servizi e per gli stessi cittadini, al fine di “educare” la popolazione a servirsi di queste nuove opportunità.

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Commenti

  1. [1]

    Un’altra soluzione potrebbe essere:
    Smettere di usare solo Windows rendendo le loro cose meno inaccessibili anche a chi le implementa.
    Mettere personale preparato e competente a fare queste cose e non più all’oscuro dell’informatica dei probabili futuri utenti.
    A completamento della soluzione sarebbe anche utile che i dirigenti pubblici responsabili di questa parte dell’IT aziendale si occupassero un po’ più delle loro mansioni, un po’ meno della loro posizione politica, sociale e gerarchica. Se poi conoscessereo anche l’informatica moderna e avesseroa almeno una vaga idea di quanto, in teoria, sono responsabili, sarebbe l’ottimale.

    Scusate l’ironia.

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