Le recenti alluvioni che hanno colpito la popolazione della Thailandia avranno pesanti ripercussioni sul mercato degli hard disk. Le violenti piogge monsoniche hanno allagato migliaia di abitazioni e costretto alla chiusura circa 14.000 fabbriche, tra cui quelle di Western Digital e Seagate, i due maggiori produttori mondiali.
Le conseguenze negative si manifesteranno nel 2012, quando il numero di dischi rigidi non sarà sufficiente a soddisfare la domanda e probabilmente aumenteranno i prezzi di vendita. Western Digital ha annunciato la chiusura degli stabilimenti per proteggere l’incolumità del personale, mentre i macchinari sono stati spostati in luoghi più sicuri e nei piani più alti delle fabbriche. Molti impianti sono però finiti sott’acqua e ciò rallenterà le fasi produttive almeno fino a marzo. L’azienda produce in Thailandia circa il 60% degli hard disk.
La rivale Seagate invece ha subito danni indiretti. La maggior parte delle sue fabbriche sono al sicuro, ma l’azienda avrà seri problemi di approvvigionamento dei componenti necessari all’assemblaggio degli hard disk. Anche se gli impianti sono pienamente attivi, la stessa fortuna non è capitata ai suoi fornitori.
I principali produttori di PC, tra cui HP e Dell, non riceveranno gli ordinativi richiesti, mentre per Apple l’impatto dovrebbe essere minore dato che in alcuni prodotti utilizza memorie flash. Secondo gli analisti, aumenteranno i prezzi degli hard disk per desktop e notebook. La produzione mondiale invece è prevista in calo del 30%, passando da 176 a 125 milioni di unità nel quarto trimestre.
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Putroppo le ripercussioni ci sono già oggi: i maggiori canali di distribuzione HW hanno aumentato negli ultimi 2 giorni i prezzi di tutti i dischi con percentuali che vanno dal 60 al 100% (con punte di oltre 150% per alcuni tagli). E la disponibilità è limitata a poche decine di pezzi per tipo.
di ercolinux - 25 ottobre 2011 - 11:58
Aumentare i prezzi degli hard disk già in magazzino per incrementare i profitti adesso, si chiama speculazione. Magari questo vale solo per l’Italia.
di Luca Colantuoni - 25 ottobre 2011 - 12:38
Sicuramente qui ne stanno approfittando più che altrove, guardando i prezzi di Amazon USA e pricegrabber negli Stati Uniti c’è stato un aumento negli ultimi 2-3 giorni limitato al 5-10% (che non è comunque poco) con picchi in diversi negozi del 20-30% superiori alla media.
di ercolinux - 25 ottobre 2011 - 16:17