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	<title>HardwareHiTech | Hardware | Digital.it</title>
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	<description>Blog sull&#039;hardware</description>
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		<title>Realtà aumentata per studiare la scena del crimine</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 12:08:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Colantuoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[HiTech]]></category>
		<category><![CDATA[realtà aumentata]]></category>

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		<description><![CDATA[La realtà aumentata può essere utilizzata per registrare un video 3D della scena utilizzando occhiali virtuali. <a href="http://hardware.digital.it/realta-aumentata-per-studiare-la-scena-del-crimine-10041.html">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>realtà aumentata</strong> è abbastanza diffusa nei dispositivi mobile, con applicazioni che permettono di visualizzare informazioni sovrapposte alle immagini della fotocamera. Molto presto questa tecnologia potrebbe essere utilizzata dalle forze di polizia per studiare la <strong>scena del crimine</strong> attraverso particolari <strong>occhiali virtuali</strong>.</p>
<p><span id="more-10041"></span>I ricercatori della Delft University of Technology in Olanda hanno <a href="http://www.newscientist.com/article/mg21328495.700-ar-goggles-make-crime-scene-investigation-a-desk-job.html" title="Realtà aumentata CSI">sviluppato</a> un dispositivo che consente di &#8220;taggare&#8221; gli oggetti presenti sulla scena del crimine e registrare un <strong>video 3D</strong> prima di rimuovere le prove per portarle nel laboratorio della polizia scientifica. Il sistema di realtà aumentata è costituito da un casco che riceve il segnale video da due videocamere controllate da un notebook inserito in uno zaino.</p>
<p>Chi lo indossa può vedere normalmente l&#8217;ambiente circostante e, allo stesso tempo, può sovrapposizione gli <strong>oggetti virtuali</strong> mediante gesti delle mani. La mano sinistra seleziona una varietà di strumenti da un menu fluttuante, mentre la mano destra viene utilizzata come puntatore per etichettare gli oggetti nella scena, come schizzi di sangue o fori di proiettile. Se la persona che indossa gli occhiali necessita di assistenza, può contattare un tecnico in laboratorio che guarda lo streaming video, parla attraverso una cuffia e posiziona le etichette sulla scena usando mouse e tastiera. </p>
<p>I ricercatori hanno previsto di effettuare una prova sul campo con l&#8217;aiuto della polizia olandese. La tecnologia potrebbe essere impiegata anche per l&#8217;addestramento degli investigatori. Chissà se vedremo indossare questi occhiali a Horatio Caine, il famoso tenente della serie TV <strong>CSI: Miami</strong>. Per chi non conoscesse il personaggio interpretato dall&#8217;attore David Caruso, ecco un video dell&#8217;imitazione fatta da Jim Carrey:</p>
<p><object width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/HJSqkwyL1Zo&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;rel=0"><param name="movie"  value="http://www.youtube.com/v/HJSqkwyL1Zo&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param></object></p>
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		<title>IBM crea un transistor in carbonio da 9 nanometri</title>
		<link>http://hardware.digital.it/ibm-crea-un-transistor-in-carbonio-da-9-nanometri-10036.html</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 09:49:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Colantuoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[HiTech]]></category>
		<category><![CDATA[ibm]]></category>
		<category><![CDATA[transistor]]></category>

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		<description><![CDATA[I ricercatori IBM hanno realizzato un transistor composto da nanotubi in carbonio con una dimensione di soli 9 nanometri. <a href="http://hardware.digital.it/ibm-crea-un-transistor-in-carbonio-da-9-nanometri-10036.html">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>IBM</strong> ha <a href="http://www.theverge.com/2012/1/29/2754740/ibm-9-nm-carbon-nanotube-transistor" title="Transistor con nanotubi in carbonio">annunciato</a> di aver creato il più piccolo transistor al mondo composto da <strong>nanotubi in carbonio</strong>. Il CNT (carbon nanotube transistor) ha una dimensione di appena <strong>9 nanometri</strong> e si candida come possibile sostituto dei transistor in silicio, che entro il 2016 dovrebbe raggiungere il suo limite fisico (10 nanometri).</p>
<p><span id="more-10036"></span>Per circa dieci anni, i ricercatori hanno affermato che i <strong>nanotubi in carbonio</strong> potevano essere utilizzati per realizzare transistor di dimensioni inferiori a quelle consentite dal silicio, grazie alle loro migliori proprietà elettriche, ma finora non era stata effettuata nessuna prova in laboratorio. <a href="http://hardware.digital.it/tag/ibm" title="Notizie su IBM">IBM</a> ha dimostrato che questa tecnologia potrebbe consentire il rispetto della <strong>legge di Moore</strong> ancora per molti anni.</p>
<p>La riduzione della dimensione dei transistor permette di incrementare la potenza di elaborazione e diminuire i consumi, ma sotto i 10 nanometri è molto difficile controllare il moto degli elettroni attraverso il canale di silicio (tra source e drain) per accendere o spegnere il <a href="http://hardware.digital.it/tag/transistor" title="Notizie sui transistor">transistor</a>. Per risolvere in parte questo problema, <strong>Intel</strong> ha progettato i <strong>transistor 3D</strong> per i processori Ivy Bridge a 22 nanometri. </p>
<p>Il transistor CNT realizzato da IBM può trasportare una corrente quattro volte superiore rispetto al silicio con una tensione di soli <strong>0,5 Volt</strong>. Ciò consente di avere una maggiore qualità del segnale e un consumo inferiore. Nonostante l&#8217;esperimento sia stato un successo, è presto per parlare di produzione di massa. Ci sono infatti ancora due problemi da risolvere: la presenza di metallo nei nanotubi provoca il corto circuito del transistor e non esiste al momento nessuna tecnica che permette di allineare perfettamente più nanotubi per creare un circuito complesso.</p>
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		<title>Raspberry Pi, due volte più potente dell&#8217;iPhone 4S</title>
		<link>http://hardware.digital.it/raspberry-pi-due-volte-piu-potente-delliphone-4s-10035.html</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 14:25:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Colantuoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gadget]]></category>
		<category><![CDATA[arm]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[pc]]></category>

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		<description><![CDATA[Il micro PC da 25 dollari ha una potenza grafica superiore all'iPhone 4S e al chip Tegra 2 di NVIDIA. <a href="http://hardware.digital.it/raspberry-pi-due-volte-piu-potente-delliphone-4s-10035.html">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Raspberry Pi</strong> potrebbe diventare il più piccolo dispositivo multimediale del mondo. Il <strong>micro PC da 25 dollari</strong> (35 dollari nella versione con 256 MB e rete Ethernet) integra infatti un avanzato processore grafico in grado di raggiungere una <strong>potenza di calcolo doppia rispetto all&#8217;iPhone 4S</strong> e superare anche il chip Tegra 2 di NVIDIA.</p>
<p><span id="more-10035"></span>Il cuore del piccolo PC, grande come una carta di credito, è il chipset <strong>Broadcom BCM2835</strong>, progettato specificamente per eseguire applicazioni multimediali, come dimostrano i recenti <a href="http://hardware.digital.it/raspberry-pi-supporta-airplay-e-xbmc-per-i-video-hd-10034.html" title="Raspberry Pi con AirPlay e XBMC">video</a> pubblicati dagli sviluppatori, in cui viene mostrata la riproduzione di contenuti in alta definizione con AirPlay e XBMC.</p>
<p>Nonostante Raspberry Pi integri un <strong>ARM11 a 700 MHz</strong>, inferiore alla maggior parte delle CPU utilizzate negli smartphone di fascia alta, il core grafico è invece uno dei migliori in assoluto. Secondo il direttore esecutivo <a href="http://www.slashgear.com/25-raspberry-pi-packs-2x-iphone-4s-gpu-performance-roasts-tegra-2-25210691/" title="Raspberry Pi più potente di iPhone 4S">Eben Upton</a>, l&#8217;architettura ottimizzata del chipset BCM2835 permette di superare il fill rate di Tegra 2 e, in molti contesti applicativi, raddoppiare le prestazioni dell&#8217;<a href="http://apple.digital.it/tag/iphone-4s" title="Notizie su iPhone 4S">iPhone 4S</a>.</p>
<p>Il <strong>micro PC</strong> potrebbe dunque diventare anche una <strong>console da gioco portatile</strong>, ma Raspberry Pi Foundation spera che le sue potenzialità e flessibilità possano dare origine ad una nuova ondata di programmatori homebrew, simile alla rivoluzione avvenuta negli anni &#8217;80 con <strong>Commodore 64</strong> e <strong>ZX Spectrum</strong>. Purtroppo Raspberry Pi non sarà compatibile con la versione di <a href="http://windows.digital.it/tag/windows-8" title="Notizie su Windows 8">Windows 8</a> per ARM, in quanto Microsoft richiede almeno un chip ARM7 Cortex.</p>
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		<title>Raspberry Pi supporta AirPlay e XBMC per i video HD</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 14:49:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Colantuoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gadget]]></category>
		<category><![CDATA[arm]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[pc]]></category>

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		<description><![CDATA[Il micro PC con chip ARM  a 700 MHz riproduce senza problemi video in alta definizione con Airplay e XBMC. <a href="http://hardware.digital.it/raspberry-pi-supporta-airplay-e-xbmc-per-i-video-hd-10034.html">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il micro PC <strong>Raspberry Pi</strong>, grande come una carta di credito e progettato per scopi educativi, è in produzione da pochi giorni e sarà venduto inizialmente nella <a href="http://hardware.digital.it/raspberry-pi-completo-micro-pc-da-25-dollari-9976.html" title="Raspberry Pi">versione B</a> (256 MB di memoria e porta Ethernet) ad un prezzo di <strong>35 dollari</strong>. Per dimostrare la potenza del chip ARM11 a 700 MHz integrato sul circuito stampato, i progettisti hanno pubblicato due video in cui vengono riprodotti video in alta definizione tramite <strong>AirPlay</strong> e <strong>XBMC</strong>.</p>
<p><span id="more-10034"></span><strong>Raspberry Pi</strong>, nonostante la velocità ridotta del processore, è in grado di riprodurre <strong>video in alta risoluzione a 1080p a 30 fps in formato H.264</strong>, utilizzando l&#8217;uscita HDMI. Ciò è possibile grazie al software ottimizzato e ad una distribuzione Linux Debian. </p>
<p>Nel primo video, visibile in fondo all&#8217;articolo, uno sviluppatore mostra un video inviato da un iPad con l&#8217;applicazione <strong>AirPlay</strong> al micro PC collegato ad una TV HD. Dopo pochi secondi inizia la riproduzione in modo fluido e senza scatti. Nel secondo video, invece, viene mostrato il supporto per <strong>XBMC</strong>, un software open source originariamente nato per la Xbox. <a href="http://www.raspberrypi.org/" title="Raspberry Pi">Raspberry Pi</a> esegue senza problemi un <strong>video a 1080p</strong>, grazie alle API OpenMax che offrono l&#8217;accelerazione hardware di audio e video.</p>
<p>Il micro PC dunque può essere utilizzato come un vero e proprio <strong>media center</strong> per lo streaming di contenuti in alta definizione. Il primo lotto di 10.000 pezzi verrà prodotto in una fabbrica del Regno Unito. Le vendite dovrebbero iniziare entro la fine del mese.</p>
<p><object width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/2v6FOji3lq8#!&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;rel=0"><param name="movie"  value="http://www.youtube.com/v/2v6FOji3lq8#!&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param></object></p>
<p><object width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/4NR57ELY28s#!&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;rel=0"><param name="movie"  value="http://www.youtube.com/v/4NR57ELY28s#!&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param></object></p>
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		<title>Nike+ FuelBand, il braccialetto che misura l&#8217;attività sportiva</title>
		<link>http://hardware.digital.it/nike-fuelband-il-braccialetto-che-misura-lattivita-sportiva-10031.html</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 11:32:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Colantuoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gadget]]></category>
		<category><![CDATA[gadget]]></category>
		<category><![CDATA[nike]]></category>

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		<description><![CDATA[Nike+ FuelBand registra i progressi giornalieri e invia i dati al sito Nike+ o via Bluetooth all'applicazione per iPhone. <a href="http://hardware.digital.it/nike-fuelband-il-braccialetto-che-misura-lattivita-sportiva-10031.html">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nike</strong> ha <a href="http://www.engadget.com/2012/01/19/nike-introduces-nikefuel-wristband/" title="Nike+ FuelBand">annunciato</a> un innovativo braccialetto che traccia e misura i progressi compiuti giornalmente dagli atleti professionisti e dalle persone che praticano un&#8217;attività sportiva. <strong>Nike+ FuelBand</strong> mostra i valori di quattro metriche (Time, Calories, Steps e NikeFuel) in un piccolo display a matrice di punti composto da 20 LED.</p>
<p><span id="more-10031"></span><strong>Nike+ FuelBand</strong> è stato presentato a New York nel corso di un evento a cui hanno preso parte Mark Parker, presidente e CEO di Nike, Lance Armstrong, sette volte vincitore del Tour de France, Kevin Durant, campione di basket di Oklahoma City, e Carmelita Jeter, vincitrice dei 100 metri all&#8217;ultimo campionato del mondo di atletica leggera.</p>
<p>Il braccialetto misura le attività sportive attraverso i <strong>movimenti del polso registrati da un accelerometro</strong>. Oltre alle normali metriche, Nike ha creato <strong>NikeFuel</strong>, un punteggio normalizzato che premia i progressi compiuti ogni giorno indipendentemente dalla struttura fisica. Le calorie consumate, ad esempio, variano in base al sesso e alla struttura fisica, mentre NikeFuel permette di effettuare un confronto tra diverse persone che hanno svolto la stessa attività.</p>
<p>Gli utenti possono impostare l&#8217;obiettivo giornaliero da raggiungere, specificando il numero di NikeFuel. Quando l&#8217;utente si avvicina al risultato, <strong>il colore dei LED passa da rosso a verde</strong>. FuelBand può essere sincronizzato con il sito Nike+, collegando l&#8217;uscita USB ad un PC o Mac, oppure inviando i progressi ottenuti all&#8217;applicazione per <a href="http://apple.digital.it/tag/iphone-4s" title="Notizie su iPhone 4S">iPhone</a> via Bluetooth. Il Nike+ FuelBand è disponibile in preordine sul sito <a href="http://www.nike.com/fuelband/#" title="Nike Store">Nikestore</a> ad un prezzo di <strong>149 dollari</strong>.</p>
<p><object width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/TtfJAyjkkGs&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;rel=0"><param name="movie"  value="http://www.youtube.com/v/TtfJAyjkkGs&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param></object></p>
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		<title>Windows of Opportunity: GM porta la realtà aumentata in auto</title>
		<link>http://hardware.digital.it/windows-of-opportunity-gm-porta-la-realta-aumentata-in-auto-10029.html</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 15:35:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Colantuoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gadget]]></category>
		<category><![CDATA[HiTech]]></category>
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		<description><![CDATA[General Motor ha sviluppato quattro applicazioni che trasformano i finestrini posteriori in display interattivi. <a href="http://hardware.digital.it/windows-of-opportunity-gm-porta-la-realta-aumentata-in-auto-10029.html">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>General Motor</strong> ha <a href="http://media.gm.com/content/media/us/en/gm/news.detail.html/content/Pages/news/us/en/2012/Jan/0118_research" title="GM Windows of Opportunity">trovato</a> la soluzione ideale per evitare ai passeggeri dei sedili posteriori di annoiarsi durante un lungo viaggio in automobile. Con il progetto <strong>Windows of Opportunity</strong>, l&#8217;azienda di Detroit ha <strong>trasformato i finestrini laterali in display interattivi</strong> che stimolano la curiosità (dei bambini in particolare) e permettono di rimanere collegati con il mondo esterno.</p>
<p><span id="more-10029"></span>La divisione R&amp;D di General Monitor ha chiesto agli studenti della Bezalel Academy of Art and Design in Israele di sviluppare <strong>applicazioni per la realtà aumentata</strong> da integrare nei finestrini posteriori. Sfruttando sensori ottici e di movimento, sono state realizzate quattro applicazioni, che gli studenti hanno mostrato su un prototipo a dimensione reale formato da un sedile posteriore e dal finestrino laterale.</p>
<p>Come si può vedere nel video in fondo all&#8217;articolo, le applicazioni permettono di <strong>disegnare sul finestrino</strong>, di visualizzare immagini che seguono in tempo reale la velocità dell&#8217;auto e di <strong>ascoltare e condividere brani musicali</strong> con i passeggeri di altre auto sulla strada. Ma l&#8217;applicazione più spettacolare è senza dubbio quella denominata <strong>Spindow</strong>. Se l&#8217;utente si stanca di vedere sempre lo stesso paesaggio, può selezionare una città a piacere su un mappamondo e <strong>sul finestrino verrà proiettata la visuale di quella città</strong>.</p>
<p>Al momento <strong>General Motors</strong> non ha nessun piano per integrare questa tecnologia all&#8217;interno delle auto in produzione, ma come spesso accade la fantascienza può diventare realtà in pochi anni. Per questi finestrini interattivi si potrebbe utilizzare la tecnologia &#8220;<strong>smart glass</strong>&#8221; che può modificare la traslucenza e la trasparenza del vetro, e riflettere le immagini proiettate.</p>
<p><object width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/9G4cYYlIaCc&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;rel=0"><param name="movie"  value="http://www.youtube.com/v/9G4cYYlIaCc&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param></object></p>
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		<title>IBM archivia un bit in 12 atomi</title>
		<link>http://hardware.digital.it/ibm-archivia-un-bit-in-12-atomi-10025.html</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 16:39:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Colantuoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[HiTech]]></category>
		<category><![CDATA[Memorie e storage]]></category>
		<category><![CDATA[ibm]]></category>
		<category><![CDATA[storage]]></category>

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		<description><![CDATA[I ricercatori di IBM hanno fatto una scoperta che permetterà di aumentare la capacità di archiviazione di almeno 100 volte. <a href="http://hardware.digital.it/ibm-archivia-un-bit-in-12-atomi-10025.html">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I ricercatori di <strong>IBM</strong> hanno <a href="http://news.cnet.com/8301-13772_3-57357938-52/ibm-creates-data-storage-at-the-atomic-level/" title="Un bit in 12 atomi">annunciato</a> una scoperta che potrebbe rivoluzionare il settore dello storage dei dati. Presso l&#8217;Almaden Research Center, l&#8217;azienda ha realizzato un prototipo di <strong>dispositivo su scala nanometrica che può memorizzare un bit di informazione utilizzando solo 12 atomi</strong>. Finora era necessario almeno un milione di atomi per archiviare uno 0 e un 1 digitali.</p>
<p><span id="more-10025"></span>La scoperta di <a href="http://hardware.digital.it/tag/ibm" title="Notizie su IBM">IBM</a> permetterà in futuro di realizzare hard disk di dimensioni 83.000 volte inferiori a quelle attuali, oppure sarà possibile immagazzinare <strong>150 TB di dati nello stesso disco che oggi ne contiene solo 1 TB</strong>. Il sistema di memorizzazione di IBM è stato creato su scala atomica, seguendo un approccio che supera gli attuali limiti fisici dei transistor.</p>
<p>In pratica, invece di aspettare il rispetto della <strong>legge di Moore</strong> (tra 10 o 20 anni), i ricercatori hanno costruito una struttura aggiungendo atomi di ferro su nitrato di rame. Il numero di atomi minimo sufficiente per memorizzare un bit magnetico è 12 ad una temperatura di 4 gradi Kelvin. A temperatura ambiente dovrebbero essere necessari non più di <strong>150 atomi</strong>.</p>
<p>Per raggiungere questo straordinario risultato, IBM ha utilizzato l&#8217;<strong>antiferromagnetismo</strong> che ha permesso di avvicinare gli atomi caratterizzati da un diverso spin magnetico. Nel ferromagnetismo, invece, gli atomi hanno lo stesso orientamento, per cui non è possibile ridurre la distanza reciproca, dato che il campo magnetico di un atomo influenza quello del &#8220;vicino&#8221;, con la conseguenza che l&#8217;informazione (0 o 1) non viene conservata in modo stabile.</p>
<p>Combinando 96 atomi, i ricercatori hanno creato un byte (otto bit) di dati, pari ad un carattere. Unendo cinque caratteri, hanno poi memorizzato la parola &#8220;Think&#8221;, presente nel famoso motto di IBM. Andreas Heinrich, a capo del progetto, ha dichiarato che passerà molto tempo prima di vedere questa tecnologia sul mercato, ma sarà solo una decisione di business e non una scelta che dipenderà dai ricercatori.</p>
<p><object width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/hpKMShooDBo&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;rel=0"><param name="movie"  value="http://www.youtube.com/v/hpKMShooDBo&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param></object></p>
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		<title>Il Commodore 64 compie 30 anni</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 16:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Colantuoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vintage]]></category>
		<category><![CDATA[commodore]]></category>
		<category><![CDATA[commodore 64]]></category>

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		<description><![CDATA[Il computer più venduto della storia è stato annunciato al CES di Las Vegas nel mese di gennaio 1982. <a href="http://hardware.digital.it/il-commodore-64-compie-30-anni-10003.html">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel mese di <strong>gennaio 1982</strong>, durante il CES di Las Vegas, venne annunciato quello che senza dubbio è stato il maggiore successo commerciale della storia dell&#8217;informatica. Il <strong>Commodore 64</strong> arrivò sul mercato statunitense nel mese di agosto ad un prezzo di <strong>595 dollari</strong> e in Italia a marzo dell&#8217;anno successivo con un prezzo di circa <strong>970.000 lire</strong>. </p>
<p><span id="more-10003"></span>Tra il 1983 e il 1986, il <a href="http://news.cnet.com/8301-17938_105-57351005-1/commodore-64-30-years-of-wins-and-fails/" title="I 30 anni del Commodore 64">Commodore 64</a> è stato il <strong>computer più venduto della storia</strong> con circa 2,5 milioni di unità all&#8217;anno. Non sono noti i dati ufficiali, ma si stima che l&#8217;azienda abbia venduto complessivamente oltre <strong>17 milioni di unità</strong>. </p>
<p>La dotazione hardware era di alto livello per l&#8217;epoca, superando in prestazioni i prodotti più noti in commercio, come l&#8217;<strong>Atari 800</strong> e l&#8217;<strong>Apple II</strong>. Il computer della <strong>Commodore Business Machines</strong> integrava un processore MOS Technology 6510 a <strong>1 MHz</strong>, 64 KB di memoria, un chip grafico in grado di gestire immagini con risoluzione di 320&#215;200 pixel a 16 colori e una uscita video composita.</p>
<p>Molti nostalgici ricorderanno sicuramente il famoso <strong>registratore a cassette Datassette</strong> che mostrava spesso sullo schermo della TV la scritta &#8220;<strong>LOAD ERROR</strong>&#8220;. Il <strong>Commodore 64</strong> ha avuto anche il pregio di avvicinare molti ragazzi alla programmazione, grazie al supporto per il <strong>BASIC</strong>, il linguaggio sviluppato dalla neonata <a href="http://windows.digital.it/tag/microsoft-2" title="Notizie su Microsoft">Microsoft</a>.</p>
<p>Commodore Business Machines è andata in bancarotta nel 1994. Il glorioso marchio è stato acquisito ad aprile 2010 da <strong>Commodore USA</strong> che, esattamente un anno dopo, ha realizzato il <strong>Commodore 64x</strong>, un prodotto che ricorda solo esteticamente il Commodore originale, in quanto basato su un hardware attuale. Recentemente è iniziata la vendita del modello <a href="http://hardware.digital.it/commodore-c64x-extreme-vintage-ma-moderno-9676.html" title="Commodore 64x Extreme">Extreme</a> con un processore Intel Core i7, ma nonostante il nome non potrà assolutamente competere con lo storico computer nato <strong>30 anni fa</strong>.</p>
<p><object width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/xmnlkLc1Foc&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;rel=0"><param name="movie"  value="http://www.youtube.com/v/xmnlkLc1Foc&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param></object></p>
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		<title>Nao, il robot umanoide controllato da Kinect e Wiimote</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 14:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Colantuoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[HiTech]]></category>
		<category><![CDATA[kinect]]></category>
		<category><![CDATA[robot]]></category>

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		<description><![CDATA[Il piccolo robot umanoide viene comandato a distanza con le due periferiche da gioco. <a href="http://hardware.digital.it/nao-il-robot-umanoide-controllato-da-kinect-e-wiimote-10001.html">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un ingegnere del software giapponese, Taylor Veltrop, ha <a href="http://www.theverge.com/2012/1/2/2677555/Nao-robot-control-kinect-wii-remote-treadmill" title="Nao controllato da Kinect e Wii remote">realizzato</a> un <strong>sistema di controllo remoto</strong> che permette di comandare a distanza <strong>Nao</strong>, il piccolo robot umanoide sviluppato da Aldebaran Robotics. Come si può vedere nel video in fondo all&#8217;articolo, Veltrop <strong>riesce a vedere con gli occhi del robot</strong>, grazie all&#8217;utilizzo di <a href="http://windows.digital.it/tag/kinect" title="Notizie su Kinect">Kinect</a>, la nota periferica per <strong>Xbox 360</strong>.</p>
<p><span id="more-10001"></span>L&#8217;ingegnere indossa un <strong>head-mounted display (HMD)</strong>, all&#8217;interno del quale vengono mostrate le immagini provenienti dalle videocamere montate negli occhi di <strong>Nao</strong>, mentre i movimenti del robot sono guidati dalle videocamere di <strong>Kinect</strong> che inquadrano Veltrop su un tapis roulant. Ad ogni movimento delle gambe e delle braccia corrisponde un movimento del robot.</p>
<p>Per guidare le braccia di Nao sono stati utilizzati anche due <strong>Wii Remote</strong> che Veltrop impugna nelle sue mani. Anche se la risposta ai comandi non è immediata, Nao è comunque in grado di compiere operazioni abbastanza complesse, come alzarsi, camminare e <strong>utilizzare una spazzola per accarezzare il gatto</strong>.</p>
<p>L&#8217;esperimento realizzato da Veltrop dimostra cosa sia possibile fare con un <a href="http://hardware.digital.it/tag/robot" title="Notizie sui robot">robot</a> e con due periferiche nate specificamente per il gioco. L&#8217;ingegnere giapponese ha dichiarato che il prossimo passo sarà quello di aggiungere le funzionalità di <strong>sintesi e riconoscimento vocale</strong>, in modo da guidare Nao solo attraverso HMD e microfono.</p>
<p><object width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/pxoL4bnLp0g#!&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;rel=0"><param name="movie"  value="http://www.youtube.com/v/pxoL4bnLp0g#!&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param></object></p>
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		<title>Le lenti a contatto diventano piccoli computer</title>
		<link>http://hardware.digital.it/le-lenti-a-contatto-diventano-piccoli-computer-9996.html</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 17:11:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Colantuoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[HiTech]]></category>
		<category><![CDATA[lenti bioniche]]></category>

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		<description><![CDATA[Il prototipo di lente bionica permette di visualizzare un solo pixel. In futuro sarà possibile vedere immagini più complesse. <a href="http://hardware.digital.it/le-lenti-a-contatto-diventano-piccoli-computer-9996.html">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un gruppo di ricercatori statunitensi e finlandesi ha <a href="http://www.corriere.it/salute/12_gennaio_02/lente-contatto-schermo-tv-meli_4c54097c-2b08-11e1-b7ec-2e901a360d49.shtml" title="Lente a contatto bionica">realizzato</a> una <strong>lente a contatto bionica che permetterà di visualizzare email, messaggi di testo e immagini direttamente nell&#8217;occhio</strong>. I positivi risultati della ricerca, pubblicata sul Journal of Micromechanics and Microengineering, sono stati ottenuti dopo varie sperimentazioni con gli animali, in particolare conigli, nei cui occhi è stato inserito il prototipo, senza nessun problema di tolleranza.</p>
<p><span id="more-9996"></span>Il professor Babak Parviz, docente dell’Università di Washington che guida il team di ricercatori, ha spiegato che la lente a contatto bionica può attualmente visualizzare solo un pixel di informazione, ma in futuro il numero di pixel permetterà di <strong>mostrare direttamente nell&#8217;occhio immagini più complesse, anche in streaming, come se una TV fosse collegata alla cornea</strong>.</p>
<p>La lente è un piccolo concentrato di tecnologia. Infatti, <strong>integra un&#8217;antenna</strong> che riceve i segnali e l&#8217;alimentazione dall&#8217;esterno, e <strong>un circuito integrato</strong> che immagazzina l&#8217;energia e la trasferisce ad un chip in zaffiro che contiene un LED. I test hanno permesso di dimostrare che i segnali possono essere ricevuti da un metro di distanza, mentre se inserita nell&#8217;occhio di un coniglio la distanza si riduce a soli due centimetri.</p>
<p>Il passo successivo sarà dunque migliorare l&#8217;antenna utilizzando diverse frequenze per la trasmissione dei dati e per la ricarica della lente. I ricercatori devono ora verificare se sia possibile <strong>leggere un testo</strong> in modo chiaro. L&#8217;occhio umano non può mettere a fuoco le immagini ad una distanza così ravvicinata, per cui è stato scelto un set di <strong>lenti di Fresnel</strong>, più sottili e piatte di quelle convenzionali, per consentire la messa a fuoco dell&#8217;immagine che si proietta sulla retina.</p>
<p>Passerà ancora molto tempo per avere la <strong>vista di Terminator</strong>, ma gli enormi progressi compiuti dalle tecnologie di miniaturizzazione ci permetteranno un giorno di avere un <strong>navigatore &#8220;oculare&#8221;</strong> o di giocare senza monitor. Integrando <strong>biosensori</strong>, le lenti a contatto potranno essere utilizzate anche per misurare la pressione dell&#8217;occhio e il livello di glicemia.</p>
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