La IBM lo vendeva come computer portatile, certo agli inizi dell’era informatica i computer portatili erano pesantucci, ma certo non arrivavano ai 35 kg dell’IBM 5110.
Anche il prezzo risultava molto lontano dai prezzi di altri computer destinati al pubblico, infatti si aggirava sui 15.000 dollari
Entrato in commercio nel 1978 era il successore dell’IBM 5100, rimase in commercio per 3 anni. Era dotato di un monitor 5 pollici in bianco e nero (come quello degli altri modelli portatili dell’epoca) con una risoluzione di 64 caratteri per 16 linee. Poteva utilizzare due driver, uno interno e uno esterno per supporti a nastro magnetico in grado di memorizzare fino a 204 KB, opzionalmente poteva essere anche dotato di uno o due floppy disk da 8 pollici che espandevano la capacità di memorizzazione totale oltre i 4 MB.
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Lanciato sul mercato nel 1987 dalla Sony, il Digital Audio Tape, conosciuto anche come DAT, fu un’innovazione nel mondo della registrazione audio.
Supporto a nastro magnetico, contenuto in una custodia in plastica simile a una comune audiocassetta, registrava in digitale, senza alcuna compressione del segnale in input.
La custodia in plastica di dimensioni ridotte (solo 7,3 cm x 5,4 cm x 1,05 cm) poteva contenere sino a 120 metri di nastro magnetico da 1/8″ (per 240 minuti di registrazione). La frequenza di campionamento andava dai 32 ai 48 kHz a 16 bit di quantificazione e, sommata con l’assenza di compressione, rendeva la riproduzione molto più fedele di qualsiasi altro supporto in circolazione.
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Nel 1975 la IBM introdusse sul mercato il suo primo personal computer, l’IBM 5100.
Si trattava di un computer portatile, nonostante pesasse 25 kg, con tutto il necessario integrato nel case. Era in effetti un computer desktop se non fosse stato per le batterie integrate. Dotato di un display in bianco e nero(o verde e nero) da 5 pollici con una risoluzione dal 16 linee per 64 caratteri.
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Nel XV secolo Johannes Gutenberg iniziava la sperimentazione della stampa a caratteri mobili che avrebbe rivoluzionato il modo di stampare libri.
Nel 1971 Michael Hart avviava il Progetto Gutenberg per la realizzazione di una biblioteca elettronica con testi liberamente riproducibili, quelli che oggi chiamiamo eBook.
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Venduto a partire dal 1975 da IMS Associates Inc (poi ribattezzata IMSAI Manufacturing Corp) e realizzato dall’ingegnere americano “William Millard”, si tratta del primo computer ad essersi diffuso ampiamente sia per scopi professionali che tra i semplici appassionati.
L’IMSA 8080 è un “derivato” del Altair 8800, nel senso che Millard si basò molto sull’architettura Altair per la sua creatura, e sul processore Intel 8080, per la realizzazione.
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La PlayStation è certamente una delle console di gioco più diffuse al mondo, quando venne lanciata sul mercato, nel 1994 (nel solo Giappone), fu una vera rivoluzione nel campo video ludico.
Sviluppata dalla Sony Computer Entertainment il progetto prese il via ben 8 anni prima del rilascio. Sembra strano a dirsi, ma il merito, nel bene e nel male, della nascita della PlayStation è da attribuirsi ad una idea della Nintendo.
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A volte le origini di un grande successo sono poco conosciute, come ad esempio quelle di un grande marchio dell’informatica come l’Apple.
Pochi sanno che il primo nato, Apple I, è stato concepito e assemblato (a mano) in un garage dai due fondatori di questa prestigiosa casa, Steve Jobs, programmatore di videogiochi, e Steve Wozniak, impiegato HP.
Correva l’anno 1976, quando nel garage di casa, Jobs e Wozniak davano vita ad un ideale: rendere il mondo dell’informatica più accessibile.
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Con il boom degli home e personal computer iniziò a prendere piede anche la ricerca della portabilità. La sfida delle vendite vide protagonisti il Compaq Portable, il Commodore SX-64 e l’Osborne 1, tre grosse valige.
Ciò che rendeva diverso il Compaq Portable, dagli altri computer portatili dell’epoca, era il fatto che fosse al 100% un PC IBM compatibile, il che lo rendeva molto più appetibile soprattutto per le aziende alla ricerca di supporti informatici professionali.
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Il Sinclair ZX81, arrivò sul mercato nel 1981. Si tratta di una evoluzione del precedente modello ZX80.
L’involucro in plastica nera e il particolare design lo rendevano particolarmente accattivante nell’aspetto.
Dotato di processore Zilog Z80 a 3,25 MHz, lo stesso del modello precedente, era dotato di maggior potenza di calcolo, con 1KB di RAM che poteva essere espansa sino a 16KB adoperando l’apposita espansione prodotta dalla Sinclair, ma altri produttori vendevano espansioni che potevano raggiungere anche i 128KB, che però tendevano a surriscaldarsi portando anche alla deformazione dell’involucro in plastica.
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Il primo home computer progettato da Ser Clive Sinclair fu lo ZX80.
Messo in vendita a partire dal 1980 era molto caratteristico sin dall’aspetto, simile ad un’astronave dei film di fantascienza.
Rimase in produzione per poco più di un anno, e ne furono venduti circa 70.000 esemplari.
Si tratta del capostipite di una fortunata serie di home computer, seguito dallo ZX81 e poi dallo ZX Spectrum.
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